Replica alla comunicazione promozionale della Fondazione DCEC di Bologna – Richiamo ai principi di imparzialità, decoro e rispetto dell’uguaglianza di genere
In riferimento alla comunicazione diffusa in data 6 novembre 2025 dalla Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bologna – avente per oggetto la “Prova gratuita Circolari fiscali” – e recante, come unico contenuto, la citazione da Margaret Thatcher “in politica, se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi a un uomo, se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna”, la scrivente associazione ritiene doveroso formulare una breve replica, a tutela non solo della dignità personale e professionale degli iscritti, ma anche del decoro dell’Ordine professionale.
L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, così come la Fondazione che ne costituisce articolazione operativa, è un ente pubblico non economico: per sua stessa natura, esso è tenuto a perseguire finalità di interesse generale, a promuovere la parità e la neutralità istituzionale, e ad astenersi da qualunque comunicazione che, anche implicitamente, possa veicolare messaggi discriminatori, offensivi o stereotipati.
Nel caso di specie, la comunicazione promozionale in oggetto – pur finalizzata alla pubblicizzazione di un servizio informativo sulle circolari fiscali – fa ricorso a un messaggio di tono sessista e derisorio, del tutto estraneo al contenuto tecnico del messaggio e privo di qualsivoglia giustificazione. In un solo colpo, si è riusciti a ridicolizzare e discriminare, in modo gratuito e immotivato, oltre la metà degli iscritti all’Albo, dal momento che gli uomini rappresentano circa il 58% dei professionisti iscritti.
Non vi è alcun nesso logico tra la diffusione di circolari fiscali gratuite e l’allusione a modelli comunicativi che richiamano stereotipi di genere: il ricorso a tali artifici non solo è superfluo, ma lede l’immagine di serietà, equilibrio e competenza che dovrebbe contraddistinguere la comunicazione di un Ente pubblico rappresentativo di una categoria professionale.
Un messaggio di tal genere non può essere liquidato come un semplice errore di tono o di leggerezza comunicativa. Esso tradisce, piuttosto, un approccio superficiale e inopportuno, che alimenta una sterile conflittualità di genere e relega la figura del professionista – uomo o donna che sia – a una caricatura mediatica, distante anni luce dal profilo di rigore e sobrietà che la professione di commercialista impone.
Si desidera pertanto stigmatizzare con fermezza tale iniziativa, auspicando che l’Ordine e la Fondazione adottino criteri di maggiore attenzione e prudenza nella redazione dei propri materiali informativi e pubblicitari, nel pieno rispetto dei principi di imparzialità, uguaglianza e decoro istituzionale cui sono tenuti.
Confidando che simili episodi non abbiano a ripetersi, si invita l’Ente a valutare l’opportunità di una rettifica o chiarimento ufficiale, quale segno di rispetto verso l’intera comunità professionale.
Roma, 6 novembre 2025
Per Lega Uomini Vittime di Violenza a.p.s.
La Presidente
Rita Fadda




