Comunicato Stampa

Lega Uomini Vittime di Violenza esprime solidarietà al Consigliere Territoriale Area 6 di Ravenna Nicola Carnicella per gli attacchi subiti.

LUVV ribadisce che le false accuse e denunce strumentali sono un fenomeno in crescita che richiede equilibrio, verità e responsabilità. Negli ultimi anni, i dati ufficiali mostrano un quadro che merita un’attenta riflessione. Negli anni passati solo una minima percetuale di procedimenti per maltrattamenti in famiglie, violenza sessule, corruzione di minorenni e atti persecutori si sono conclusi con una condanna. Non vogliamo qui entrare nel merito dei casi che ognuno può verificare (ad esempio qui chatbot luvv-lafionda i cui dati sono tutti presi da fonti ufficiali verificate e indicate a richiesta), ma ribadire che queste forme di “violenza istituzionale” sugli uomini esistono e devono essere poste all’attenzione delle istituzioni.


L’utilizzo delle denunce come strumento di conflitto è una pratica che non esitiamo a definire “barbara”. Operatori di vari settori – magistratura, psicologia, criminologia, avvocatura e forze dell’ordine – segnalano un uso distorto della denuncia penale nei contesti di separazione coniugale. In molti casi, le accuse di violenza o abuso vengono utilizzate come arma di ricatto per ottenere vantaggi economici o per allontanare l’altro genitore dai figli. Si evidenzia, inoltre, un aspetto delicato: alcuni centri antiviolenza e associazioni femministe, nati per tutelare le donne vittime di abusi, vengono accusati da diversi operatori di favorire un clima di contrapposizione di genere e, in certi casi, di sostenere denunce prive di adeguata verifica.


In particolare, alcune associazioni hanno in passato pubblicamente dichiarato la volontà di “trovare il modo di aggirare” le norme che garantiscono la bigenitorialità e l’affido condiviso, ritenute “leggi maledette”. Legge sull’affido condiviso in cui l’Italia è il peggior paese europeo per un effettivo affido condiviso rispetto al tempo di applicazione della legge nata nel 2006 Le false denunce non solo distruggono reputazioni, famiglie e legami genitoriali, ma offendono anche le vere vittime di violenza, minando la credibilità del sistema giudiziario e distogliendo risorse dalle situazioni realmente gravi.


Tutelare chi subisce davvero violenza e proteggere chi viene falsamente accusato non sono obiettivi in contrasto: sono due lati della stessa giustizia. Solo con equilibrio, verità e responsabilità sarà possibile difendere tutti — le vittime reali e quelle dimenticate.

Roma, 10 novembre 2025