Richiesta di verifica di prassi discriminatorie in tema di accertamenti sanitari e misure sui genitori nei procedimenti della Sezione Famiglia

Alla cortese attenzione del Presidente della Sezione Famiglia del Tribunale di Bologna, Dott. Stefano Giusberti

Oggetto: Richiesta di verifica di prassi discriminatorie in tema di accertamenti sanitari e misure sui genitori nei procedimenti della Sezione Famiglia

Associazione esponente: LUVV – Lega Uomini Vittime di Violenza con sede: Roma, Via Alberto Tallone n. 84, Rappresentante: Rita Fadda, nata a Roma il 1/11/1972, C.F. FDDRTI72S41H501N, residente in Via dei Villini 53, San Cesareo (Roma).

LUVV è un’associazione senza scopo di lucro impegnata nella difesa degli uomini vittime di violenza, sia fisica che morale, e lavora per sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi spesso trascurati.

Egregio Dott. Giusberti in qualità di presidente della sezione famiglia del Tribunale di Bologna,
LUVV – Lega Uomini Vittime di Violenza sottopone alla Sua attenzione criticità riscontrate nell’operato della Sezione Famiglia del Tribunale di Bologna in tema di accertamenti sanitari relativi a genitori coinvolti in situazioni di sospetta o accertata dipendenza (alcol o sostanze) o in presenza di quadri psichiatrici accertati o sospetti.
Emerge, in sintesi, un differenziale di trattamento tra padri e madri che desta preoccupazione e deve essere segnalato:
• per i padri, anche in presenza di meri sospetti, verrebbe più frequentemente disposto l’invio ai servizi pubblici competenti (SERT/SerD) con contestuali e incisive limitazioni nei contatti con i figli;
• per le madri, in situazioni sovrapponibili o più gravi, si riscontrerebbe un approccio sensibilmente più mite, con possibilità di mantenere incontri regolari con i minori, spesso sulla base di esami privati non accompagnati da un effettivo percorso di presa in carico nel servizio pubblico.
Tale quadro – qualora confermato dai Vostri approfondimenti – pone problemi di imparzialità e parità di trattamento nonché di espressa discriminazione giudiziaria, con potenziali ricadute sulla tutela dell’interesse dei minori, specie ove siano sottovalutati fattori di rischio clinico e sociale.
Alla luce di quanto sopra, evidenziamo inoltre che si riscontra una disparità di trattamento tra i genitori nella gestione del rischio e nelle misure adottate, con una tendenza sistematica a sfavorire il padre rispetto alla madre, in violazione del principio di parità di trattamento e a pregiudizio del superiore interesse del minore.
Per quanto esposto, si chiede:
• l’immediato intervento degli Uffici Ispettivi del Ministero della Giustizia presso il Tribunale di Bologna, al fine di accertare le irregolarità rappresentate e verificare l’eventuale sussistenza di prassi discriminatorie tra padri e madri nelle procedure di affidamento;
• l’adozione di ogni misura utile a ripristinare il principio di non discriminazione e la tutela effettiva del minore, nel rispetto dei principi di uguaglianza, imparzialità ed autonomia dell’azione giudiziaria;
• di essere informati sugli esiti delle verifiche e sulle determinazioni che saranno assunte.
Contestualmente, si chiede di:
1. disporre una verifica interna su:
• invii ai servizi pubblici (SERT/SerD) e protocolli di presa in carico;
• ammissione e valutazione di esami/relazioni sanitarie di parte;
• presupposti e proporzionalità delle limitazioni ai contatti genitori–figli;
2. adottare linee guida operative uniformi che garantiscano:
• parità di trattamento fra padri e madri in situazioni omogenee;
• priorità ai percorsi di presa in carico nel servizio pubblico quando sussistano dipendenze o disturbi psichiatrici;
• criteri trasparenti e verificabili per l’uso di referti privati;
3. promuovere la raccolta di dati aggregati e disaggregati per genere sulle misure adottate, per monitorare l’eventuale presenza di bias e correggere deviazioni sistemiche;
4. istituire un tavolo tecnico congiunto con magistrati, servizi sociosanitari pubblici e rappresentanze associative, per condividere protocolli di valutazione del rischio, definire standard minimi per le attestazioni sanitarie e rafforzare la formazione su dipendenze e salute mentale nella genitorialità.
Nel pieno rispetto della riservatezza e senza riferimenti a specifici fascicoli o procedimenti, LUVV è disponibile a illustrare casistiche e ad approfondire le evidenze raccolte. A tal fine, chiediamo cortesemente un appuntamento con i delegati locali con la Sua persona, secondo la disponibilità dell’Ufficio.
Confidando nella sensibilità istituzionale della Sezione e nell’impegno a garantire decisioni imparziali, basate su evidenze cliniche solide e su percorsi di presa in carico effettivi e tracciabili che portino i genitori a liberarsi delle proprie difficoltà e non ad acuirle nel procedimento, porgiamo distinti saluti.
Bologna, 10 dicembre 2025
LUVV – Lega Uomini Vittime di Violenza
Per Lega Uomini Vittime di Violenza a.p.s.
La Presidente
Rita Fadda